Viva il Re! Viva la Repubblica!»: a Rebibbia una giornata di cultura, memoria ed emozione
A Rebibbia, la presentazione di «Viva il Re! Viva la Repubblica!» celebra memoria storica, democrazia, diritti e partecipazione delle donne.
Roma
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● in analisi Si è svolta ieri,
30 settembre, alle ore 16.30, presso la Sala Teatro della Casa di Reclusione di
Rebibbia, la presentazione del libro «Viva il Re! Viva la Repubblica!», di
Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, edito da Mondadori. L’incontro, organizzato
nell’anno dell’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale e della
nascita della Repubblica italiana, ha offerto un’occasione di riflessione sulla
memoria storica, sui valori costituzionali e sulla partecipazione democratica.
L’iniziativa è stata promossa nell’ambito delle attività della Consigliera di fiducia del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria del Lazio, Abruzzo e Molise, volte al benessere del personale, alla diffusione della cultura dell’etica e alla valorizzazione delle pari opportunità. In apertura hanno portato i saluti istituzionali il Provveditore regionale Giacinto Siciliano e la Direttrice della Casa di Reclusione di Rebibbia, Maria Donata Iannantuono. È stato inoltre letto l’indirizzo di saluto di Augusto Zaccariello, Direttore generale delle specialità del Corpo di Polizia penitenziaria.
Tra i relatori è intervenuta Marina Finiti,
Presidente del Tribunale di Sorveglianza. Il confronto ha visto gli interventi
di Vincenzo Nunziata, Vice Avvocato generale dello Stato e Presidente ADR, e
degli autori Alfonso Celotto, professore ordinario di Diritto costituzionale
presso l’Università Roma Tre, e Giulia Guerrini, avvocato e autrice del volume.
A moderare l’incontro è stata Maria Luisa
Tattoli, dirigente di Polizia penitenziaria e Consigliera di fiducia.
Dopo la proiezione di un video
introduttivo, il dialogo ha ripercorso il referendum del 2 giugno 1946,
intrecciando la storia delle istituzioni con le esperienze personali di chi
partecipò al voto e approfondendo i delicati passaggi giuridici e istituzionali
che accompagnarono la nascita della Repubblica.
Le testimonianze di circa centocinquanta
persone ultracentenarie raccolte nel libro hanno restituito le speranze, i
dubbi e le emozioni di una generazione chiamata a decidere il futuro del Paese.
Particolare attenzione è stata dedicata alla partecipazione delle donne e al
significato del voto come conquista di autonomia, dignità e riconoscimento
nella vita pubblica. Il richiamo al capitolo «Senza rossetto» ha consentito di
approfondire, attraverso un dettaglio della memoria, la portata storica e umana
di quel cambiamento.
La scelta di ospitare la presentazione in
un istituto penitenziario ha dato particolare significato al confronto sui
diritti, sulla responsabilità e sulla cittadinanza. La cultura e la conoscenza
si confermano strumenti preziosi per costruire occasioni di dialogo e
rafforzare la consapevolezza dei valori che fondano la convivenza democratica.
Un ringraziamento è stato rivolto a Libera
Cesino per il patrocinio dell’associazione Libera dalla Violenza e per
l’impegno a tutela delle vittime di molestie e violenze sessuali. Al termine
dei lavori è seguito un momento conviviale presso il Circolo del personale
dell’Amministrazione penitenziaria, offerto dall’Ente di assistenza, con il
ringraziamento al gestore Roberto Graziani e al segretario dell’Ente Simone
Mestichella per la collaborazione.
A conclusione dell’incontro, due detenuti
della Casa di Reclusione di Rebibbia hanno eseguito l’Inno d’Italia, offrendo
un momento di intensa emozione che ha suggellato una giornata interessante,
carica di significato ed emozionante.
Cristian Nardi
Autore dell'articolo
Giornalista e scrittore appassionato di politica, tecnologia e società. Racconta storie con chiarezza e attenzione ai dettagli.