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Reputazione della città di Roma: è davvero la città più sporca del mondo?

Roma è una delle città più conosciute, visitate e fotografate del pianeta. Ogni anno milioni di persone arrivano nella Capitale attratti dalla storia millenaria, dai monumenti simbolo della civiltà occidentale, dall'arte, dalla cultura e dalla gastronomia.

08 giugno 2026 12:53 39 6 minuti di lettura
Reputazione della città di  Roma: è davvero la città più sporca del mondo?

Trend reputazione

● in analisi


 Eppure, negli ultimi mesi, una classifica internazionale ha riportato al centro del dibattito un tema che da anni divide cittadini, amministratori e visitatori: la pulizia urbana. Secondo un report realizzato da Radical Storage, società internazionale che opera nel settore dei servizi per i viaggiatori, Roma risulterebbe la seconda città più sporca del mondo tra quelle analizzate. Una notizia che ha rapidamente trovato spazio sui social network, nei media e nel confronto politico, generando reazioni contrastanti.

Prima di trarre conclusioni affrettate è però necessario comprendere cosa misura realmente questa ricerca. Il report non è basato su rilevazioni ambientali, ispezioni sul territorio o dati ufficiali relativi alla raccolta dei rifiuti. Lo studio ha analizzato oltre 70.000 recensioni pubblicate su Google riguardanti le principali attrazioni turistiche di cento città internazionali presenti nei principali ranking turistici mondiali. Gli autori hanno cercato parole e riferimenti collegati ai concetti di "pulito" e "sporco", classificando successivamente le recensioni in base al contesto positivo o negativo. In altre parole, non si tratta di una graduatoria scientifica della sporcizia urbana ma di una fotografia della percezione espressa dai visitatori.

Questa differenza è fondamentale. Una città può essere percepita come sporca senza necessariamente essere quella che produce più rifiuti o che possiede i peggiori standard di igiene urbana. La percezione è influenzata da numerosi fattori: la presenza di cassonetti pieni in aree molto frequentate, il degrado di alcune strade, la manutenzione del verde pubblico, i graffiti, lo stato dei marciapiedi e persino le aspettative che il turista aveva prima della visita. Nel caso di Roma, le aspettative sono tra le più elevate al mondo. Chi visita la Città Eterna si aspetta un livello di decoro pari all'importanza storica e culturale del luogo. Quando questa aspettativa non viene soddisfatta, il visitatore tende a esprimere il proprio giudizio in maniera più severa rispetto a quanto farebbe in altre destinazioni.

Il report evidenzia come Budapest occupi il primo posto della classifica delle città percepite come più sporche dai turisti, mentre Roma si colloca immediatamente dopo. Seguono altre città molto frequentate come Firenze, Milano e Verona. Il dato interessante è che l'Italia compare con numerose città nelle prime posizioni della graduatoria. Questo elemento suggerisce che il problema non sia esclusivamente locale ma possa essere collegato anche alla pressione esercitata dal turismo di massa. Le città italiane sono infatti tra le destinazioni più visitate del mondo e devono gestire ogni giorno milioni di presenze aggiuntive rispetto alla popolazione residente.

Roma rappresenta probabilmente il caso più emblematico. Secondo le statistiche turistiche più recenti, la Capitale continua a registrare numeri straordinari. Milioni di visitatori percorrono quotidianamente il centro storico, visitano il Colosseo, la Fontana di Trevi, il Pantheon, Piazza di Spagna, Piazza Navona e i Musei Vaticani. Questa enorme concentrazione di persone genera inevitabilmente una produzione di rifiuti superiore alla media e mette sotto pressione i servizi di raccolta e manutenzione urbana. Anche piccoli disservizi possono diventare molto visibili quando si verificano in luoghi frequentati ogni giorno da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

Il tema della pulizia urbana nella Capitale non è comunque una novità. Da oltre vent'anni Roma affronta periodicamente difficoltà legate alla gestione dei rifiuti. La chiusura di alcune infrastrutture strategiche, la necessità di trasportare parte dei rifiuti fuori regione, la crescita della popolazione e la complessità amministrativa di una delle città più grandi d'Europa hanno contribuito a creare una situazione spesso oggetto di discussione. Negli anni non sono mancate immagini di cassonetti traboccanti, accumuli di rifiuti in alcune aree periferiche e criticità che hanno attirato l'attenzione della stampa nazionale e internazionale.

Accanto ai problemi esistono però anche numeri che raccontano una realtà più articolata. Negli ultimi anni sono stati avviati investimenti significativi per il rinnovo della flotta dei mezzi di raccolta, per l'introduzione di nuovi contenitori e per il potenziamento degli impianti di trattamento. Molte zone centrali vengono pulite quotidianamente e la raccolta differenziata continua a crescere, sebbene rimanga inferiore rispetto ad altre grandi città europee. Il problema, quindi, non può essere ridotto a uno slogan o a una posizione in classifica.


Dal punto di vista della reputazione urbana, tuttavia, ciò che conta non è soltanto la realtà oggettiva ma anche il modo in cui essa viene percepita. Le recensioni online hanno assunto un ruolo centrale nella costruzione dell'immagine delle città. Un tempo la reputazione di una destinazione veniva influenzata principalmente dalle guide turistiche e dai racconti dei viaggiatori. Oggi milioni di persone consultano Google, i social network e le piattaforme di recensioni prima di organizzare un viaggio. Ogni commento negativo contribuisce a costruire una percezione collettiva che può influenzare le decisioni future di altri visitatori.


Questo fenomeno è noto agli esperti di city branding e city reputation. La reputazione di una città è infatti il risultato di una combinazione di elementi tangibili e intangibili. Sicurezza, mobilità, qualità ambientale, servizi pubblici, opportunità economiche, eventi culturali e pulizia urbana contribuiscono a formare l'immagine complessiva di un territorio. Una città con una reputazione positiva attrae investimenti, turismo, talenti e nuove imprese. Una reputazione negativa può invece generare effetti opposti, indipendentemente dalla reale gravità dei problemi esistenti.


Nel caso di Roma emerge quindi un doppio livello di analisi. Da un lato esistono criticità reali che vengono segnalate sia dai residenti sia dai visitatori. Dall'altro bisogna evitare interpretazioni semplicistiche dei dati. Dire che Roma sia la seconda città più sporca del mondo è una sintesi giornalistica che non riflette pienamente il contenuto del report. Più correttamente si potrebbe affermare che Roma è tra le città che ricevono il maggior numero di recensioni negative sulla pulizia da parte dei turisti che hanno visitato le sue principali attrazioni.


La differenza può sembrare sottile ma è sostanziale. Una classifica basata sulle percezioni non equivale a una misurazione scientifica della realtà. Ciò non significa ignorare il problema, ma affrontarlo con strumenti adeguati. La percezione negativa registrata dalle recensioni rappresenta infatti un segnale che merita attenzione da parte delle istituzioni, degli operatori turistici e della cittadinanza.


Roma rimane una delle destinazioni più straordinarie del pianeta, un luogo unico dove convivono oltre duemila anni di storia, arte e cultura. Tuttavia, proprio per l'enorme prestigio internazionale di cui gode, viene giudicata con criteri estremamente severi. Quando un turista passeggia accanto al Colosseo o attraversa Piazza Venezia e nota rifiuti abbandonati, il contrasto tra la magnificenza del patrimonio storico e il degrado percepito diventa ancora più evidente. È proprio questo contrasto a generare molte delle recensioni negative che hanno alimentato la classifica.


Il dibattito sulla pulizia urbana non dovrebbe quindi limitarsi a stabilire se Roma sia o meno la seconda città più sporca del mondo. La vera questione riguarda la capacità della Capitale di migliorare costantemente il proprio decoro, proteggere la propria reputazione internazionale e offrire ai residenti e ai milioni di visitatori un'esperienza all'altezza della sua storia. In un'epoca in cui una semplice recensione online può influenzare l'immagine globale di una destinazione, la gestione della reputazione urbana diventa una delle sfide più importanti per il futuro delle grandi città. Roma, con il suo patrimonio unico e la sua straordinaria capacità di attrazione, non fa eccezione.

Autore

Cristian Nardi

Autore dell'articolo

Giornalista e scrittore appassionato di politica, tecnologia e società. Racconta storie con chiarezza e attenzione ai dettagli.