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La Chaîne des Rôtisseurs incontra Gucci e l’alta cucina di Massimo Bottura

Firenze — Ci sono esperienze che non finiscono quando accadono, ma continuano a risuonare tra bellezza e significato

09 aprile 2026 09:03 46 3 minuti di lettura
La Chaîne des Rôtisseurs incontra Gucci e l’alta cucina di Massimo Bottura
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È quanto accaduto il 28 marzo, quando la Maison Gucci ha aperto le proprie porte a un selezionato gruppo di membri della Chaîne des Rôtisseurs Toscana Francigena, dando vita a Incanti al Palazzo: un percorso immersivo tra memoria, estetica e alta gastronomia. Non una semplice serata, ma una costruzione narrativa in cui il lusso si esprime nella capacità di generare esperienza. Il viaggio prende avvio a Palazzo Settimanni, nel quartiere di Santo Spirito, sede dell’Archivio Storico Gucci: un luogo solitamente inaccessibile che custodisce oltre un secolo di identità e visione.


Tra installazioni e creazioni iconiche, gli ospiti — guidati dalla Bailli Giovanna Elettra Livreri insieme a Francesco Casellato e Beatrice Fusi — attraversano un racconto che non è mera conservazione, ma trasformazione continua. Qui la tradizione si fa materia viva, capace di dialogare con il presente. Dall’intimità dell’Archivio, il percorso si apre verso il cuore istituzionale di Firenze, in Piazza della Signoria, all’interno del Palazzo Gucci. Accolti dalla direttrice del museo Elisa Chinnici, gli ospiti accedono in via esclusiva agli spazi della boutique, della libreria e alle collezioni del Gucci Garden. Un passaggio che restituisce la natura duplice del brand: custode della memoria e, al tempo stesso, interprete del contemporaneo.

Il momento culminante si svolge nella Gucci Osteria da Massimo Bottura, dove il dialogo tra moda e gastronomia trova una delle sue espressioni più compiute. Il percorso, firmato dallo chef tristellato Massimo Bottura e interpretato da Takahiko “Taka” Kondo, restituisce un equilibrio preciso tra memoria e innovazione.


La spalla di Cinta Senese, i tortellini in crema di Parmigiano Reggiano, il manzo di Chianina con tartufo nero: ogni piatto diventa parte di una narrazione coerente, in cui la materia prima incontra la visione. A chiudere, una raffinata reinterpretazione del panettone, accompagnata da Vin Santo di Carmignano e dal liquore rinascimentale Hypoclas. Più che una cena, un’esperienza in cui il cibo assume un valore estetico e culturale. 
Non è un caso che questa visione trovi oggi un riconoscimento anche oltre Firenze. A Vinitaly 2026, infatti, mentre la Chaîne celebrava la connessione tra moda, cibo e vino, la Gucci Osteria veniva premiata come miglior format italiano di ristorazione per l’abbinamento Fashion, Food & Wine. Un riconoscimento che conferma la coerenza di un progetto capace di unire mondi diversi in un’unica visione. Incanti al Palazzo si inserisce nel progetto “7 Iconic Brands for 7 Starred Chefs”, ideato dalla Chaîne des Rôtisseurs Toscana Francigena e promosso dalla sua presidente Giovanna Elettra Livreri: un format che supera il concetto di evento per diventare esperienza culturale, in cui moda e cucina condividono un terreno comune fatto di artigianalità, ricerca e costruzione dell’immaginario. In un tempo in cui il lusso evolve sempre più verso la narrazione, iniziative come questa dimostrano che il valore non risiede soltanto nell’esclusività, ma nella capacità di creare significato. E forse è proprio questo il vero privilegio: non semplicemente partecipare, ma poter dire di aver vissuto qualcosa di irripetibile.

 

Autore

Cristian Nardi

Autore dell'articolo

Giornalista e scrittore appassionato di politica, tecnologia e società. Racconta storie con chiarezza e attenzione ai dettagli.