Ancona e le Marche al centro del cinema: “A se stesso” rafforza la reputazione culturale del territorio
L’anteprima del film A se stesso, ospitata al Cinema Goldoni, ha rappresentato non solo un evento cinematografico, ma un momento significativo per la reputazione culturale e creativa di Ancona e dell’intero territorio marchigiano.
La presenza del cast e delle istituzioni ha confermato il ruolo crescente delle Marche come area attrattiva per produzioni audiovisive di respiro nazionale e internazionale.
Il film segna l’esordio alla regia di Ekaterina Khudenkikh e vede come protagonista Natasha Stefanenko, affiancata dall’attore internazionale François-Éric Gendron e da un ampio cast che include numerosi interpreti marchigiani. Una scelta che rafforza il legame tra produzione cinematografica e capitale umano locale, contribuendo alla costruzione di un’identità territoriale fondata su competenze, professionalità e creatività.
Prodotto da Elite Group International con il sostegno della Regione Marche, della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission, A se stesso è stato girato tra Senigallia, Fabriano, Gradara e Fermo. Le location non sono semplici sfondi narrativi, ma elementi identitari che raccontano un territorio capace di coniugare patrimonio storico, paesaggio e infrastrutture culturali, rafforzando la percezione delle Marche come regione cinematograficamente matura.
L’incontro pubblico che ha preceduto la proiezione, moderato dal presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali dei comuni coinvolti nelle riprese. Un segnale chiaro di come il cinema venga riconosciuto come strumento strategico di sviluppo locale, capace di generare indotto economico, occupazione qualificata e visibilità mediatica positiva.
Dal punto di vista reputazionale, A se stesso contribuisce a posizionare le Marche come territorio che investe in cultura non in modo episodico, ma strutturale. La produzione ha infatti coinvolto maestranze locali, attori del territorio e circa cento comparse, dimostrando come l’industria audiovisiva possa incidere concretamente sull’economia regionale.
Anche sul piano simbolico, il film rafforza l’immagine delle Marche come luogo di riflessione, profondità e dialogo tra tradizione e contemporaneità. L’ispirazione alla poesia leopardiana e la scelta di una narrazione intima e universale costruiscono un racconto coerente con l’identità culturale della regione, lontano dagli stereotipi e orientato a un pubblico consapevole.
I riconoscimenti già ottenuti dal film in ambito internazionale, tra cui premi negli Stati Uniti e al Festival Internazionale del Cinema di Salerno, amplificano ulteriormente la visibilità del territorio marchigiano all’estero. Un risultato che rafforza la web reputation culturale delle Marche, dimostrando come il cinema possa diventare un vero e proprio moltiplicatore di valore reputazionale per le comunità locali.
Domande frequenti
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Redazione
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