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Zambelli protagonista all’Equal Pay Day: imprese, welfare e parità salariale al centro del confronto in Piemonte

Da Torino ad Asti, istituzioni, università e aziende certificate si confrontano sulle nuove sfide della trasparenza retributiva e delle pari opportunità nel lavoro

28 maggio 2026 07:39 238 4 minuti di lettura
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L’International Equal Pay Day, la giornata internazionale dedicata alla parità salariale promossa dalle Nazioni Unite, continua ad accendere il dibattito su uno dei temi più delicati e ancora irrisolti del mercato del lavoro contemporaneo: il divario retributivo tra uomini e donne. Una distanza economica e sociale che, nonostante i progressi normativi degli ultimi anni, resta profondamente radicata anche in Italia.

Secondo il Rendiconto di Genere 2025 dell’INPS, presentato nel febbraio 2026, le donne italiane percepiscono ancora stipendi mediamente inferiori di oltre il 25% rispetto agli uomini, con effetti che si riflettono in maniera ancora più evidente sul piano pensionistico, dove il gap arriva fino al 44,2% nelle pensioni di vecchiaia. Numeri che mostrano come il tema della parità salariale non riguardi soltanto il presente lavorativo, ma influenzi direttamente autonomia economica, qualità della vita e sicurezza futura di milioni di donne.

Proprio su questi temi si è concentrato il convegno “Equal Pay Day: stesso lavoro, stesso valore”, svoltosi il 10 aprile presso il Grattacielo della Regione Piemonte. L’iniziativa è stata promossa dalla Consigliera di Parità regionale del Piemonte, Chiara Cerrato, in collaborazione con il Tavolo Certificazione per la Parità di Genere, coinvolgendo istituzioni, università, ordini professionali, imprese e associazioni.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Emilia Grisi, Direttore Vicario della Direzione regionale INPS Piemonte e dirigente dell’area Pensioni e Invalidità Civile, Elena Imberti, vicepresidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Torino, e Cesarina Manassero, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Torino.

L’incontro ha assunto una forte dimensione multidisciplinare, affrontando il tema della parità salariale non soltanto dal punto di vista giuridico, ma anche sociale, culturale, imprenditoriale e comunicativo. Grande attenzione è stata dedicata alle nuove misure europee sulla trasparenza retributiva, che entreranno progressivamente in applicazione entro giugno 2026 e che obbligheranno le aziende ad adottare strumenti più chiari e verificabili nella gestione delle retribuzioni.

Il primo panel ha approfondito proprio il tema della trasparenza salariale e delle nuove normative europee. Tra gli interventi quelli di Eva Roberta Desana e Daniela Izzi del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino e del progetto 4EGE, Enzo Lavolta per l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e Annamaria Poggio della segreteria regionale CGIL per CGIL CISL UIL Piemonte.

Il secondo panel ha spostato l’attenzione dal quadro normativo alla quotidianità concreta delle lavoratrici e delle imprese, affrontando il tema dell’equità salariale nella realtà operativa e organizzativa delle aziende. Sono intervenuti Fabio Sansalvadore, docente a contratto dell’Università di Torino e consulente aziendale, Carla Piro Mander per l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Francesca Tampone del CIRSDe Università degli Studi di Torino e Federica Collinetti, consigliera del Consiglio di Presidenza di Piemonte Nord Confcooperative.

Particolarmente significativo l’ultimo panel, dedicato al riconoscimento delle buone pratiche aziendali e alla valorizzazione della corresponsabilità sociale all’interno del mondo del lavoro. Tra i relatori Riccardo Russo, ricercatore del Dipartimento di Giurisprudenza UniTo, Giorgia Garola, vicepresidente dell’Unione Industriali e presidente AMMA-GammaDonna, Valeria Pistolese, responsabile Rapporti Istituzionali Manageritalia, e Rosa Giovetti, coordinatrice Federmanager Minerva Torino.

Il cuore dell’incontro è stato rappresentato dalla presentazione di Roberta Favrin, giornalista professionista specializzata in economia, che ha illustrato l’esperienza del “Premio Calicanto per le Pari Opportunità”, nato ad Asti nel 2019 insieme a Chiara Cerrato. Un progetto che negli anni ha valorizzato aziende capaci di distinguersi concretamente nella promozione delle pari opportunità e nella costruzione di modelli organizzativi più inclusivi.

Durante il convegno sono state presentate alcune imprese certificate definite “Ambasciatrici del Premio Calicanto”, aziende che hanno collaborato al questionario promosso dal Tavolo Certificazione distinguendosi per attenzione al welfare aziendale, flessibilità oraria, telelavoro, conciliazione tra tempi di vita e lavoro, crescita professionale femminile e presenza di donne in ruoli dirigenziali e strategici.

Tra queste è emersa anche FarmacaLab Srl di Novi Ligure, rappresentata da Loredana Zambelli Armano, protagonista del confronto sulle buone pratiche aziendali orientate alla valorizzazione del lavoro femminile. Insieme a FarmacaLab sono state presentate anche Nuova Assistenza, cooperativa sociale di Novara rappresentata da Alessia Ghedini, e Synesthesia Srl, società benefit torinese rappresentata da Valentina Pelazza.

Il convegno ha evidenziato come il tema della parità salariale non possa più essere affrontato esclusivamente come questione etica o simbolica, ma come elemento strutturale della competitività economica e della sostenibilità sociale delle imprese. Le aziende che investono in welfare, inclusione, trasparenza e valorizzazione del talento femminile mostrano infatti una maggiore capacità di crescita, innovazione e stabilità organizzativa.

L’Equal Pay Day si conferma così non soltanto come una giornata simbolica, ma come un momento di confronto concreto tra istituzioni, imprese e professionisti su una delle trasformazioni più importanti del mondo del lavoro contemporaneo. Una sfida che coinvolge diritti, economia, cultura aziendale e futuro sociale del Paese.

Domande frequenti

Perché la parità salariale è anche una questione economica?
La parità salariale non riguarda soltanto i diritti, ma anche la competitività del sistema economico. Le aziende che investono in inclusione, valorizzazione del talento femminile e trasparenza organizzativa mostrano spesso maggiore innovazione, produttività e stabilità nel lungo periodo.
Quali aziende sono state presentate come esempi virtuosi?
Durante il convegno sono state presentate diverse imprese certificate, tra cui FarmacaLab Srl rappresentata da Loredana Zambelli Armano, Nuova Assistenza e Synesthesia Srl, realtà che si sono distinte per attenzione al welfare, inclusione e crescita professionale femminile.
Cos’è il Premio Calicanto per le Pari Opportunità?
È un progetto nato ad Asti nel 2019 per valorizzare aziende e realtà lavorative che si distinguono nella promozione delle pari opportunità, dell’equità salariale e della valorizzazione del lavoro femminile.
Perché il welfare aziendale è importante nella parità di genere?
Strumenti come flessibilità oraria, telelavoro, smart working e sostegno alla genitorialità aiutano le donne a non dover scegliere tra carriera e vita privata, riducendo uno dei principali ostacoli alla crescita professionale femminile.
Quali temi sono stati affrontati nel convegno “Equal Pay Day: stesso lavoro, stesso valore”?
Il convegno organizzato presso il Grattacielo della Regione Piemonte ha affrontato temi legati alla trasparenza salariale, alle nuove normative europee, al welfare aziendale, alla conciliazione vita-lavoro e alle buone pratiche adottate dalle imprese certificate.
Cosa cambierà entro giugno 2026 con le nuove direttive europee?
Le nuove norme UE introdurranno maggiore trasparenza retributiva. Le aziende dovranno fornire criteri più chiari sugli stipendi, sulle progressioni di carriera e sulle differenze salariali interne, aumentando i controlli contro le discriminazioni.
Perché il divario salariale esiste ancora?
Le cause sono molteplici: minore accesso ai ruoli apicali, interruzioni di carriera legate alla maternità, maggiore presenza femminile nei lavori part-time, disparità nelle opportunità professionali e differenze culturali ancora radicate.
Qual è la situazione in Italia secondo il Rendiconto di Genere 2025 INPS?
Il Rendiconto di Genere 2025 dell’INPS evidenzia che le donne in Italia guadagnano mediamente oltre il 25% in meno rispetto agli uomini. Le pensioni di vecchiaia femminili risultano inoltre inferiori fino al 44,2%.
Cosa significa gender pay gap?
Il gender pay gap indica la differenza media di retribuzione tra uomini e donne. Non riguarda soltanto lo stipendio mensile, ma anche premi, carriera, accesso ai ruoli dirigenziali, stabilità lavorativa e pensioni future.
Autore

Cristian Nardi

Autore dell'articolo

Giornalista e scrittore appassionato di politica, tecnologia e società. Racconta storie con chiarezza e attenzione ai dettagli.