Smart City Genova Chi sono le migliori Socità che operano nel settore sul territorio
Genova torna a essere un laboratorio avanzato di sperimentazione urbana. Con l’avvio della quinta edizione del corso di perfezionamento sulla smart city, promosso dal Dipartimento di Economia dell’Università di Genova in collaborazione con l’Genova Smart City
Il corso, che negli anni ha saputo consolidare una reputazione di alto profilo scientifico e applicativo, registra nel 2026 un dato significativo: 23 iscritti, quasi il triplo rispetto al numero minimo richiesto. Un risultato che racconta non solo il crescente interesse verso i temi della trasformazione urbana, ma anche la credibilità di un percorso formativo che unisce teoria, pratica e dialogo diretto con le istituzioni.
Un’aula multigenerazionale per progettare la città reale
Uno degli elementi distintivi del corso è la composizione eterogenea dei partecipanti. Accanto a studenti universitari siedono professionisti, tecnici della pubblica amministrazione, architetti, urbanisti e consulenti. Una pluralità di competenze ed esperienze che favorisce il confronto e la contaminazione delle idee, trasformando l’aula in un vero spazio di progettazione condivisa.
Secondo l’assessorato comunale all’Urbanistica e alla Smart City, questo mix rappresenta un valore strategico: la smart city non nasce nei laboratori chiusi, ma dall’incontro tra visione accademica, bisogni dei cittadini e capacità operative degli enti pubblici e privati.
Il ruolo delle istituzioni e del territorio
All’inaugurazione del corso hanno preso parte figure chiave del panorama accademico e associativo: la coordinatrice scientifica Renata Paola Dameri, delegata del Rettore alla Smart City, il presidente dell’Associazione Genova Smart City Nicola Canessa e la vicepresidente Federica Alcozer. Presenze che testimoniano un dialogo strutturato tra università, associazioni e amministrazione comunale.
Il corso gode inoltre del patrocinio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Genova, a conferma della sua rilevanza anche per le professioni tecniche coinvolte nella trasformazione urbana.
Il 27 febbraio: la città entra in aula
Il momento più atteso è fissato per il 27 febbraio, quando nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi verranno presentati pubblicamente i progetti sviluppati dagli allievi nell’ultima edizione del corso. L’evento sarà aperto al pubblico, con l’obiettivo di restituire alla città idee, analisi e proposte nate durante il percorso formativo.
I lavori affrontano temi centrali per il futuro urbano: mobilità sostenibile, gestione dei dati, innovazione nei servizi pubblici, cultura, ambiente, inclusione sociale. Progetti pensati non come esercizi accademici, ma come strumenti utili per orientare le politiche urbane e stimolare nuove sperimentazioni.
Un corso strutturato in sei moduli
Il programma didattico è articolato in sei moduli, coordinati da docenti dell’Ateneo, e integra competenze economiche, tecnologiche, sociali e di governance. L’obiettivo è fornire una visione sistemica della smart city, superando l’idea riduttiva che la identifichi esclusivamente con la tecnologia.
La città intelligente, secondo l’impostazione del corso, è prima di tutto una città capace di leggere i propri dati, ascoltare i cittadini, progettare politiche pubbliche efficaci e misurabili, generando impatti positivi su ambiente, infrastrutture ed economia locale.
Domande frequenti
Cos’è il corso di perfezionamento sulla smart city dell’Università di Genova?
A chi è rivolto il corso?
Perché si parla di quinta edizione come di un traguardo importante?
Qual è il ruolo dell’Associazione Genova Smart City?
Che tipo di progetti realizzano gli allievi?
I progetti restano solo teorici?
Perché la presentazione avviene a Palazzo Tursi?
In che modo il corso affronta il tema della sostenibilità?
Qual è il valore aggiunto del mix generazionale dei partecipanti?
Redazione
Autore dell'articolo
Giornalista e scrittore appassionato di politica, tecnologia e società. Racconta storie con chiarezza e attenzione ai dettagli.