La reputazione di una città che si trasforma: Silvia Salis porta Genova verso la Smart City della partecipazione
Il Comune aderisce alla Carta della partecipazione pubblica: una scelta che rafforza la reputazione di Genova come Smart City inclusiva, trasparente e vicina ai cittadini
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● in analisiUna sindaca venuta dallo sport, con un'idea chiara di democrazia di prossimità
C'è una coerenza di fondo, quasi atletica, nel modo in cui Silvia Salis sta costruendo la sua esperienza alla guida di Genova. Prima i valori, poi la corsa. Prima le regole del gioco, poi il campo. È la stessa logica che ha guidato la sua carriera di lanciatrice del martello a livello olimpionico, e che oggi sembra ispirare ogni scelta amministrativa della sindaca del capoluogo ligure. L'adesione del Comune di Genova alla Carta della partecipazione pubblica, deliberata dalla giunta su proposta della prima cittadina, non è un atto isolato né una dichiarazione di intenti fine a se stessa: è, piuttosto, la conferma di una visione politica che Salis ha portato con sé fin dal giorno del suo insediamento.
Nata a Genova il 17 settembre 1985, Silvia Salis è diventata sindaca della città il 29 maggio 2025, dopo una straordinaria carriera sportiva e una lunga esperienza come dirigente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Non aveva avuto niente a che fare con la politica attiva fino a quando non le è stato chiesto di candidarsi, all'inizio del 2025. Prima era stata un'atleta di livello internazionale nel lancio del martello, poi un'alta dirigente del Comitato olimpico italiano. Non avere un passato politico da difendere le ha permesso di ottenere il sostegno di tutti i partiti del centrosinistra, in un campo che nel suo caso è stato definito addirittura larghissimo, da Italia Viva e Azione fino al Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
Il 25 maggio 2025 Salis viene eletta sindaca al primo turno con il 51,5% dei voti, poco meno di 125mila preferenze, contro il 44,2% dello sfidante Pietro Piciocchi, candidato del centrodestra. Una vittoria netta, in una città che per anni aveva guardato altrove. E una vittoria che ha immediatamente proiettato Salis in una dimensione che va oltre i confini della Liguria.
Dal lancio del martello a Palazzo Tursi: un profilo fuori dal comune
Genovese di nascita e di cuore, Salis ha costruito il suo percorso seguendo valori di impegno, determinazione e giustizia sociale. Cresciuta in una famiglia semplice — il padre operaio iscritto al PCI, la madre impiegata comunale — ha imparato presto il valore del lavoro e della comunità. Lo sport è stata la sua grande occasione: dal lancio del martello, disciplina in cui ha raggiunto i massimi livelli, fino alla vicepresidenza vicaria del CONI, ha dimostrato che talento e sacrificio possono abbattere ogni barriera.
Il suo profilo moderato non è un segreto: il suo approccio è più pratico che ideologico. Un tratto che ha convinto trasversalmente, e che oggi si riflette nella capacità di tenere insieme una coalizione ampia senza perdere il filo della propria identità. Il biennio 2025-2026 è stato un periodo di straordinaria visibilità per Silvia Salis. Da quando ha assunto la carica, la sindaca si è immersa nelle sfide amministrative della città, occupandosi di dossier importanti come la gestione dei rifiuti, i trasporti pubblici e la riqualificazione del Palasport, con un'agenda ambiziosa focalizzata sui giovani e le famiglie.
Uno dei suoi primi provvedimenti è stato il riconoscimento di figli concepiti all'estero con procreazione medicalmente assistita, a cui per anni l'amministrazione di centrodestra si era opposta. Ha anche aperto un nuovo ufficio per i diritti LGBTQIA+ e ha avviato percorsi di formazione per i dipendenti comunali. Nel febbraio 2026 ha ricevuto il "Rainbow Awards 2026 – Premio internazionale Roma per i diritti LGBTQIA+" come personaggio politico dell'anno.
Sul fronte dei trasporti, uno dei cantieri politici più complessi, la giunta precedente aveva progettato il cosiddetto skymetro, una metropolitana sopraelevata. In campagna elettorale Salis si era opposta a quell'opera per via dell'impatto ambientale, per poi commissionare una consulenza al Politecnico di Milano, chiamato a trovare un'alternativa. Il Politecnico ha confermato che lo skymetro non era una buona idea, ma ha anche escluso la possibilità di costruire un tram tradizionale. Una sfida ancora aperta, che la sindaca affronta con il metodo che la contraddistingue: ascolto, dati, confronto.
La Carta della partecipazione pubblica: di cosa si tratta
Nel quadro di questa amministrazione che punta sulla prossimità e sull'apertura, si inserisce con piena coerenza l'adesione alla Carta della partecipazione pubblica. La giunta comunale, su proposta della sindaca Silvia Salis e di concerto con l'assessore al Decentramento amministrativo e alla Partecipazione dei cittadini Davide Patrone e con l'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola, ha approvato la delibera che formalizza l'ingresso dell'ente nel documento promosso a livello nazionale per rafforzare il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.
La decisione arriva a pochi giorni dall'incontro svoltosi a Genova il 17 aprile, durante il quale l'Associazione Italiana per la Partecipazione Pubblica (AIP2), tra i promotori della Carta, ha presentato la nuova versione del documento nel corso di un evento patrocinato dal Comune. All'iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori Patrone e Coppola e la presidente del Municipio I Centro Est Simona Cosso.
La Carta della partecipazione pubblica nasce nel 2014 su iniziativa di organizzazioni della società civile, tra cui AIP2, International Association of Facilitators (IAF) Italia e Istituto Nazionale di Urbanistica (INU). Nel corso degli anni è stata sottoscritta da numerosi enti pubblici con l'obiettivo di promuovere processi partecipativi capaci di migliorare la qualità delle politiche pubbliche. A partire dal 2024, il documento è stato aggiornato attraverso un percorso coordinato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, con il contributo di istituzioni e realtà civiche.
Quattro sono i macro-obiettivi individuati dalla nuova versione: la trasparenza nei processi decisionali, l'innovazione delle politiche di apertura, l'inclusività nell'accesso alle tecnologie e il rafforzamento dell'open data. Il documento si articola inoltre in sei valori fondamentali — inclusione, trasparenza, equità, cooperazione, fiducia ed efficacia — e sei princìpi operativi che guidano l'azione concreta degli enti aderenti: informare, coinvolgere, facilitare, co-creare, rendere conto e valutare.
La visione di Salis: partecipazione come strumento ordinario
In questa cornice, le parole della sindaca assumono un peso specifico che va al di là della formula istituzionale. Silvia Salis ha chiarito che per la sua amministrazione partecipazione, ascolto e confronto con i territori devono diventare strumenti ordinari dell'azione amministrativa, non eccezioni o momenti celebrativi. La convinzione di fondo è che le decisioni più condivise siano anche le più solide, le più trasparenti e le più efficaci.
In una città come Genova — policentrica, complessa, con una storia densa di identità di quartiere e culture locali — questo non è un principio astratto. Significa rafforzare concretamente il ruolo dei Municipi, valorizzare le energie civiche della comunità, costruire forme di dialogo strutturato con i cittadini, le associazioni e i portatori di interesse. Significa avvicinarsi ai bisogni reali dei territori, anziché governarli dall'alto.
Salis ha ricordato che questa impostazione è al centro dell'agenda dell'amministrazione fin dal giorno del suo insediamento, e che l'adesione alla Carta intende dare continuità a un'idea di amministrazione aperta, capace di costruire insieme alla città. Un approccio trasversale, da applicare nella pianificazione urbanistica, nei programmi di rigenerazione urbana, nelle politiche sul verde, nell'uso sostenibile del suolo e nella cura dello spazio pubblico.
Patrone: la partecipazione come sfida politico-culturale
L'assessore al Decentramento Davide Patrone ha sottolineato che l'adesione del Comune di Genova alla Carta non è un mero atto formale, ma una testimonianza concreta dell'impegno dell'amministrazione nel rafforzare e creare nuovi canali di partecipazione della cittadinanza ai processi amministrativi. Patrone ha richiamato la ricchezza del tessuto sociale genovese — variegato, policentrico, radicato nei quartieri — come una risorsa fondamentale da valorizzare ogni giorno. In questo senso, il ruolo dei Municipi diventa cruciale: sono le articolazioni più vicine ai cittadini, i luoghi dove la sussidiarietà orizzontale può diventare pratica quotidiana. L'obiettivo è rendere le persone co-protagoniste dell'attività amministrativa, attraverso modelli di governance inclusivi, partecipativi e responsabili. Due le iniziative citate come esempi concreti di questo percorso. La prima è il progetto "Fuori dal Comune", che sta riscuotendo un interesse crescente e che porta l'amministrazione nei quartieri, fuori dalle sedi istituzionali, in ascolto diretto dei bisogni dei residenti. La seconda è la riforma dei Municipi, ancora in corso di elaborazione, che punta a rafforzare strutturalmente le autonomie locali all'interno dell'ente.
Coppola: urbanistica e partecipazione, un binomio inscindibile
Il legame tra partecipazione dei cittadini e pianificazione urbana è stato messo in luce dall'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola, che ha ricordato come i princìpi della Carta risultino pienamente coerenti con gli indirizzi dell'amministrazione in materia di rigenerazione urbana. L'orientamento della giunta Salis in questo campo punta sul riuso e sulla valorizzazione della città esistente, sulla riduzione del consumo di suolo e sul miglioramento della qualità urbana e sociale dei quartieri. Un approccio in linea con il modello della cosiddetta "Città dei 15 minuti": l'idea che i servizi essenziali, gli spazi pubblici di qualità e le opportunità di lavoro e svago debbano essere raggiungibili a piedi o in bicicletta da ogni punto della città. In questo scenario, il coinvolgimento delle comunità territoriali non è un accessorio, ma una condizione per orientare la pianificazione urbanistica al perseguimento dell'interesse pubblico e alla sostenibilità delle trasformazioni urbane. È una filosofia che si traduce concretamente nei percorsi di co-progettazione avviati nel centro storico e a Ponente, all'interno del già citato progetto "Fuori dal Comune".
Una sindaca con lo sguardo lungo
La sindaca di Genova è sempre più presente sul palcoscenico nazionale: viene vista da alcuni come una figura in grado di contribuire al rinnovamento del centrosinistra, con un profilo capace di attrarre l'elettorato moderato. Il suo nome è emerso come possibile figura di spicco per il centrosinistra, e Salis si è detta disponibile a discutere di una possibile candidatura, pur ribadendo il suo impegno a rispettare il mandato genovese fino al 2030. Ma intanto, a Genova, il lavoro continua. Attentissima alle questioni di genere, nell'aprile 2026 Salis presenta un nuovo ufficio LGBTQIA+ del Comune, un tavolo di lavoro con la partecipazione di associazioni e Municipi, che prevede tra l'altro una casa di accoglienza per persone giovani, centri antiviolenza e percorsi di formazione per il personale del Comune, delle scuole e dei servizi sociali. A fine 2025 Salis aveva dichiarato di voler rimanere sindaca fino al 2030 per fare quanto promesso in campagna elettorale. L'adesione alla Carta della partecipazione pubblica va letta esattamente in questa chiave: non come un gesto simbolico verso il futuro politico nazionale, ma come un passo concreto verso la Genova che Salis vuole costruire, quartiere per quartiere, Municipio per Municipio, decisione condivisa dopo decisione condivisa.
Una città che partecipa è una città più giusta. Ed è, per ora, la scommessa principale di questa sindaca venuta dallo sport, con il martello in mano e un programma di governo in tasca.
Domande frequenti
Perché la sua elezione è stata significativa?
Cosa si intende per “democrazia di prossimità”?
Cos’è la Carta della partecipazione pubblica?
Perché Silvia Salis ha aderito alla Carta?
Che ruolo hanno i Municipi a Genova?
Qual è il legame tra partecipazione e urbanistica?
Qual è la visione futura di Silvia Salis?
Come cambia la gestione della città con questo modello?
Quali sono i principali valori della Carta?
Cristian Nardi
Autore dell'articolo
Giornalista e scrittore appassionato di politica, tecnologia e società. Racconta storie con chiarezza e attenzione ai dettagli.