Intesa Sanpaolo e Venture Capital, innovazione e competitività europea: il ruolo dell’Italia tra crescita e integrazione
Intesa Sanpaolo Innovation Center ha partecipato a entrambe le giornate, portando sul tavolo riflessioni sul mercato del VC, sulla situazione italiana e sulle prospettive favorevoli che potrebbero emergere da una maggiore integrazione con l’UE.
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● in analisiNel suo intervento, Paola Angeletti ha fatto il punto sulle criticità dell’Italia per competere nel mercato europeo del venture capital, evidenziando come gli investimenti in imprenditoria innovativa restino ancora sotto i 2 miliardi di euro. Si tratta di un mercato limitato che, per evolvere, deve integrarsi nel più ampio sistema europeo.
Promuovere l’innovazione all’interno dell’Unione Europea, riducendo la dipendenza da capitali e progetti esteri, è essenziale per la competitività dell’Europa, come sottolineato anche dal Rapporto Draghi 2025. Il contesto europeo rimane infatti esposto a rischi strutturali, come la dipendenza energetica e la perdita di quote di mercato in settori chiave dell’innovazione sostenibile, con impatti sulla sicurezza delle forniture e sui costi per le imprese.
Per colmare il gap produttivo e rafforzare le filiere strategiche è necessario puntare su soluzioni e materiali innovativi, sostenuti da un quadro regolamentare favorevole agli investimenti di lungo periodo e da un’offerta di capitali adeguata alle diverse fasi di crescita delle imprese. Queste priorità sono già al centro dell’agenda europea, come dimostrano iniziative quali la EU Startup and Scaleup Strategy, che mira a creare un mercato finanziario più integrato facilitando la mobilità dei capitali privati, e la proposta della Commissione Europea sul 28th Regime for Innovative Companies, pensata per semplificare l’avvio e la crescita delle imprese innovative in tutta l’Unione.
Per superare il ritardo europeo, soprattutto nelle innovazioni legate alle transizioni digitale e climatica, è fondamentale avanzare verso un’unione dei mercati dei capitali. La frammentazione dello spazio economico europeo riduce l’attrattività per gli investitori e contribuisce a un divario di investimenti e innovazione rispetto ad altre economie, come gli Stati Uniti. In questo scenario, sostenibilità e innovazione possono agire come forti acceleratori di competitività, e il venture capital rappresenta una leva decisiva per sostenere la transizione sostenibile, ecologica e digitale delle imprese. Le evidenze dei principali report sull’ecosistema italiano mostrano che l’Italia ha compiuto progressi significativi nel venture capital, ma non ha ancora raggiunto la piena maturità dei principali Paesi europei.
Il gap è particolarmente evidente in tre aree: la scala del mercato, caratterizzata da fondi mediamente più piccoli e da una capacità limitata di sostenere le startup nelle fasi di crescita; la carenza di capitali per le scale-up, che spinge molte imprese a cercare risorse all’estero; e la debolezza del mercato delle exit, che frena la rigenerazione del capitale. A questi si aggiungono fattori strutturali come la limitata partecipazione degli investitori istituzionali privati, lo sviluppo ancora insufficiente del corporate venture capital e un ecosistema frammentato e poco integrato con università, ricerca e mercati internazionali, soprattutto nel deeptech.
In sintesi, all’Italia non manca più l’avvio del mercato, ma il suo completamento: servono più capitali, soprattutto nelle fasi avanzate, più investitori istituzionali, più exit e una maggiore integrazione tra startup, industria e ricerca. In questo quadro, il contributo di attori come Intesa Sanpaolo, che integra il venture capital come leva per l’innovazione e la sostenibilità attraverso Innovation Center e Neva SGR, risulta rilevante per rafforzare l’ecosistema e sostenere la competitività del Paese. L’approfondimento sul venture capital e sui suoi sviluppi europei risulta quindi particolarmente pertinente in un contesto dedicato all’economia reale.
Luca Pagetti ha inquadrato l’evoluzione recente dell’ecosistema italiano, indicando il 2025 come uno degli anni più positivi per gli investimenti VC su target italiane anche grazie al contributo degli investitori internazionali, come evidenziato dal rapporto VeM, a cui Innovation Center collabora da diversi anni. Sono state censite 40 operazioni da oltre 10 milioni di euro: un segnale positivo di maturità del nostro mercato che si consolida con investimenti follow-on. Ha inoltre richiamato i principali ambiti di crescita osservati: ICT e digitale (con un peso crescente di soluzioni AI), energia e ambiente, healthcare e biotech, oltre alla crescita degli spin-off di ricerca e delle iniziative di trasferimento tecnologico. Su 345 deal totali (initial e follow-on, Italia ed estero), sono state individuate 70 startup che utilizzano AI (circa il 20%), di cui 47 AI native.
Il VeM evidenzia anche una crescita importante dei deal chiusi da realtà nate come spin-off di ricerca, a conferma di un trend positivo delle attività di trasferimento tecnologico. Intesa Sanpaolo Innovation Center partecipa come investitore a due iniziative di Technology Transfer nei settori sostenibilità con il fondo TT Tech4Planet e aerospace con il fondo TT Galaxia attraverso il Fondo SEI (Sviluppo Ecosistemi di Innovazione) di Neva SGR, interamente sottoscritto da Intesa Sanpaolo Innovation Center. Sullo sfondo, Pagetti ha collegato le opportunità per startup e scaleup alla nuova strategia europea che mira a rendere l’Europa un ambiente più competitivo rispetto a Stati Uniti e Asia per la crescita di imprese innovative (“Choose Europe to Start and Scale”) e a strumenti come l’armonizzazione normativa (incluso il cosiddetto 28° regime) e il rafforzamento dei canali di finanziamento per le fasi avanzate. L’obiettivo di fondo è chiaro: sostenere la crescita di startup e scaleup europee per rafforzare la sovranità tecnologica dell’Unione, riducendo la dipendenza da altri ecosistemi globali.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo lo scorso febbraio ha presentato ai mercati il suo Piano d’Impresa 2026-29, rinnovando l’impegno a promuovere l'innovazione. Il piano prevede, grazie alle attività di Intesa Sanpaolo Innovation Center, il potenziamento dell'offerta rivolta a start-up e scale-up, fornendo innovation advisory e servizi di business transformation e abilitando iniziative di ecosistema.
Cristian Nardi
Autore dell'articolo
Giornalista e scrittore appassionato di politica, tecnologia e società. Racconta storie con chiarezza e attenzione ai dettagli.