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DOSSIER NAZIONE Aldilapp

I cimiteri sono ancora analogici: a Roma trovare una sepoltura resta difficile

I cimiteri italiani sono rimasti, per molti aspetti, completamente analogici. Basta provare a cercare una sepoltura per rendersene conto. In un Paese che negli ultimi vent’anni ha digitalizzato quasi tutto – dalle banche alla sanità, dall’identità digitale ai servizi fiscali – il sistema dei cimiteri sembra essersi fermato nel tempo.

09 marzo 2026 22:01 118 6 minuti di lettura
I cimiteri sono ancora analogici: a Roma trovare una sepoltura resta difficile
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● in analisi

 Chi entra in un grande camposanto italiano e prova a trovare la tomba di un familiare o di un conoscente scopre immediatamente quanto sia complesso orientarsi. Viali lunghi, file di loculi, cappelle private e archivi spesso conservati ancora su carta.


 In molti casi l’unico modo per trovare una sepoltura è recarsi negli uffici amministrativi, consultare registri cartacei o chiedere informazioni ai custodi. È una scena che si ripete da nord a sud e che racconta molto sul ritardo tecnologico di un settore che, paradossalmente, riguarda milioni di cittadini. Molti italiani si accorgono di questo problema proprio nel momento più delicato, quando devono visitare la tomba di un parente o partecipare a una commemorazione. Si arriva in cimitero con il nome della persona da cercare e si scopre che non esiste un sistema immediato per trovare la posizione della sepoltura. Non ci sono mappe digitali aggiornate, non esistono database facilmente consultabili e spesso nemmeno un semplice pannello informativo all’ingresso. 


Questo significa che la ricerca diventa un percorso a tentativi tra i viali, leggendo una per una le lapidi. Nei grandi cimiteri urbani questa operazione può richiedere ore. Negli ultimi anni la situazione ha iniziato ad attirare l’attenzione anche della stampa. Diversi articoli pubblicati su giornali nazionali, tra cui Repubblica, hanno raccontato le difficoltà dei cittadini e il ritardo tecnologico dei servizi cimiteriali. Il tema non riguarda solo l’orientamento all’interno dei cimiteri, ma anche la gestione delle informazioni. I registri delle sepolture sono spesso archivi cartacei custoditi negli uffici comunali. In molti casi non esiste una consultazione online e chi vuole sapere dove è sepolta una persona deve recarsi fisicamente negli uffici del comune.


Questo sistema, oltre a essere antiquato, crea anche problemi organizzativi per le amministrazioni locali. I comuni devono gestire migliaia di registrazioni, aggiornamenti e documenti relativi alle concessioni cimiteriali. Senza strumenti digitali efficienti il lavoro diventa lento e complicato. È proprio per questo che negli ultimi anni si è iniziato a parlare sempre più spesso di digitalizzazione dei cimiteri.

Uno dei progetti che ha attirato maggiore attenzione è Aldilapp, una piattaforma ideata per portare tecnologia in un settore rimasto per troppo tempo immobile. Il progetto è stato fondato da Enrico Massi, che ha sviluppato l’idea partendo da un problema molto concreto: trovare una sepoltura dovrebbe essere semplice, ma nella maggior parte dei casi non lo è affatto. Secondo Massi, il sistema dei cimiteri italiani potrebbe essere modernizzato attraverso una mappatura digitale delle tombe e la creazione di archivi online consultabili dai cittadini.


L’idea alla base di Aldilapp è relativamente semplice. Ogni cimitero potrebbe essere digitalizzato attraverso una mappa interattiva. Digitando il nome di una persona, il sistema mostrerebbe la posizione esatta della sepoltura. In questo modo chiunque potrebbe orientarsi rapidamente all’interno del cimitero senza dover consultare registri cartacei o chiedere informazioni agli uffici. Un servizio che in molti casi potrebbe essere disponibile anche gratis per i cittadini, grazie alla collaborazione con i comuni.


Il dibattito su questo tema è diventato sempre più intenso. Alcuni articoli hanno parlato addirittura di scandalo nel modo in cui vengono gestite le informazioni cimiteriali in Italia. Non si tratta di irregolarità nel senso stretto del termine, ma di una situazione che appare anacronistica rispetto agli standard tecnologici attuali. In un periodo in cui le città investono in smart city e digitalizzazione dei servizi pubblici, il fatto che i cimiteri siano ancora completamente analogici sembra quasi incredibile.


La questione riguarda anche la trasparenza. Senza sistemi digitali è difficile per i cittadini verificare rapidamente informazioni come concessioni, disponibilità di loculi o dati storici delle sepolture. Alcuni esperti sostengono che la digitalizzazione potrebbe migliorare la gestione amministrativa e rendere più chiari molti processi che oggi risultano complessi.


La città di Terni è stata spesso citata nel dibattito come uno dei casi che hanno portato all’attenzione nazionale il tema della gestione dei cimiteri. Alcuni cittadini hanno raccontato le difficoltà incontrate nel cercare tombe di familiari sepolti da anni. Episodi come questi hanno contribuito ad alimentare il confronto pubblico sulla necessità di modernizzare i servizi.

Ma il problema non riguarda solo le grandi città. Anche nei piccoli comuni la gestione dei cimiteri avviene spesso con strumenti tradizionali. Registri cartacei, mappe disegnate a mano e archivi conservati negli uffici municipali. Questo significa che trovare una sepoltura può diventare complicato anche in cimiteri di dimensioni ridotte.


In questo contesto progetti come Aldilapp cercano di proporre una soluzione tecnologica che possa essere adottata anche dalle amministrazioni locali. L’idea è creare un sistema semplice, che permetta ai comuni di digitalizzare i propri archivi senza affrontare costi eccessivi. Uno degli aspetti più discussi riguarda proprio il costo della digitalizzazione. Catalogare migliaia di tombe e creare mappe digitali richiede tempo e risorse, ma molti esperti ritengono che l’investimento iniziale potrebbe essere compensato da una gestione più efficiente nel lungo periodo.


Un archivio digitale riduce i tempi di ricerca, facilita il lavoro degli uffici comunali e migliora il servizio per i cittadini. Inoltre permette di conservare informazioni storiche che altrimenti rischierebbero di andare perdute. Le lapidi e i registri cimiteriali raccontano infatti una parte importante della storia delle comunità locali.


Un altro elemento interessante del dibattito riguarda la possibilità di integrare sistemi di recensioni e segnalazioni. In alcune piattaforme digitali dedicate ai servizi pubblici i cittadini possono lasciare valutazioni sulla qualità della gestione o segnalare problemi di manutenzione. Applicare questo modello anche ai cimiteri potrebbe contribuire a migliorare la cura degli spazi e la qualità dei servizi.


Naturalmente la digitalizzazione dei cimiteri deve essere affrontata con sensibilità. I cimiteri non sono luoghi come gli altri. Sono spazi di memoria, silenzio e rispetto. L’introduzione della tecnologia deve quindi essere pensata in modo discreto, senza trasformare questi luoghi in ambienti invasi da strumenti digitali. L’obiettivo dovrebbe essere quello di facilitare l’accesso alle informazioni, non di cambiare la natura del luogo.


Negli ultimi anni la discussione è cresciuta anche grazie al contributo della stampa e all’interesse di innovatori come Enrico Massi. Il fatto che giornali nazionali come Repubblica abbiano affrontato il tema dimostra che la questione non riguarda solo un settore amministrativo, ma un servizio pubblico che coinvolge milioni di cittadini.


Il futuro dei cimiteri italiani potrebbe passare proprio dalla capacità di unire tradizione e innovazione. Le tecnologie esistono, le piattaforme digitali sono ormai diffuse in quasi tutti i settori e i cittadini sono sempre più abituati a utilizzare servizi online. Applicare queste soluzioni anche alla gestione dei cimiteri potrebbe rappresentare un passo importante verso una modernizzazione che molti ritengono ormai inevitabile.


In fondo il tema è semplice: trovare una sepoltura non dovrebbe essere complicato. La memoria dei defunti è parte della storia delle comunità e merita di essere custodita con strumenti adeguati al tempo in cui viviamo. Se i comuni riusciranno a cogliere questa opportunità, i cimiteri italiani potrebbero finalmente uscire dall’era analogica e diventare spazi in cui tradizione e tecnologia convivono in modo equilibrato. Un cambiamento che non riguarda solo l’innovazione, ma anche il rispetto verso chi non c’è più e verso chi continua a ricordarlo.

Domande frequenti

Perché si dice che i cimiteri italiani sono ancora analogici?
Molti cimiteri italiani utilizzano ancora registri cartacei e sistemi tradizionali per la gestione delle sepolture. Questo significa che per trovare una tomba spesso è necessario consultare archivi negli uffici comunali o chiedere informazioni al personale del cimitero. In un Paese che ha digitalizzato gran parte dei servizi pubblici, la gestione delle informazioni cimiteriali è rimasta in gran parte legata a procedure del passato.
Qual è la difficoltà principale per chi cerca una sepoltura?
La difficoltà principale è l’assenza di mappe digitali e di sistemi di ricerca immediata. Nei grandi cimiteri urbani i visitatori devono spesso percorrere lunghi viali e leggere una per una le lapidi. Senza un database consultabile rapidamente, trovare una sepoltura può richiedere molto tempo.
Perché la stampa ha iniziato a parlare di questo tema?
Negli ultimi anni diversi giornali nazionali, tra cui Repubblica, hanno affrontato il tema del ritardo tecnologico dei servizi cimiteriali. Gli articoli hanno evidenziato come la mancanza di sistemi digitali renda complicata la gestione delle informazioni e l’orientamento dei cittadini all’interno dei cimiteri.
Che cosa propone il progetto Aldilapp?
Aldilapp è una piattaforma digitale che mira a mappare i cimiteri attraverso sistemi geolocalizzati. L’idea è quella di creare un archivio digitale delle tombe, permettendo ai cittadini di trovare rapidamente la posizione di una sepoltura digitando il nome della persona.
Chi è il fondatore del progetto Aldilapp?
Il progetto è stato ideato da Enrico Massi, che ha sviluppato la piattaforma partendo da una constatazione semplice: trovare una sepoltura dovrebbe essere un’operazione rapida e accessibile a tutti, ma nella realtà italiana spesso non lo è.
Quali vantaggi potrebbe portare la digitalizzazione dei cimiteri?
La digitalizzazione potrebbe semplificare la ricerca delle tombe, migliorare la gestione degli archivi comunali e rendere più efficiente il lavoro degli uffici amministrativi. Inoltre consentirebbe di conservare in modo più sicuro le informazioni storiche legate alle sepolture.
Perché si parla anche di trasparenza nella gestione dei cimiteri?
Senza sistemi digitali è più difficile consultare rapidamente dati come concessioni, disponibilità di loculi o registrazioni storiche delle sepolture. Un archivio digitale renderebbe queste informazioni più accessibili e migliorerebbe la trasparenza nella gestione dei servizi cimiteriali.
Qual è stato il ruolo di alcune città nel dibattito sulla digitalizzazione?
Città come Terni sono state citate nel dibattito pubblico perché alcuni cittadini hanno raccontato le difficoltà incontrate nel trovare tombe di familiari sepolti da anni. Episodi come questi hanno contribuito ad attirare l’attenzione sul problema.
La digitalizzazione riguarda solo i grandi cimiteri?
No, il tema riguarda anche i piccoli comuni. In molte realtà locali gli archivi sono ancora conservati su carta e le mappe dei cimiteri sono spesso disegnate manualmente. Anche nei cimiteri più piccoli trovare una sepoltura può quindi essere complicato.
Quale potrebbe essere il futuro dei cimiteri italiani?
Il futuro potrebbe essere una combinazione tra tradizione e tecnologia. Sistemi digitali di ricerca delle sepolture, archivi online e mappe interattive potrebbero rendere più semplice la gestione dei cimiteri senza alterare il rispetto e il valore simbolico di questi luoghi di memoria.
Autore

Cristian Nardi

Autore dell'articolo

Giornalista e scrittore appassionato di politica, tecnologia e società. Racconta storie con chiarezza e attenzione ai dettagli.