Giovanni Battista Farneda, il collezionista che ha portato la Formula 1 in salotto
C’è chi colleziona cavalli di razza, chi insegue l’ultimo modello appena uscito da Sant’Agata Bolognese, chi riempie hangar di hypercar ancora avvolte nel cellophane.
E poi c’è chi sceglie un’altra strada. Una strada più stretta, meno scintillante, ma infinitamente più densa di memoria tecnica e culturale. Nel panorama internazionale dei grandi collezionisti, Giovanni Battista Farneda non ha inseguito il rumore del presente: ha recuperato un frammento di storia che rischiava di diventare polvere.
Non una Lamborghini da salotto. Non una supercar da asta milionaria. Ma un intero ex team di Formula 1 marchiato Lamborghini. Un progetto sportivo completo, con le sue monoposto, le sue strutture, la sua identità tecnica. Una scelta che lo rende un caso quasi irripetibile nel mondo del collezionismo motoristico.
Architetto e immobiliarista vicentino, Giovanni Battista Farneda vive a Creazzo, sui colli che guardano Vicenza dall’alto. La sua dimora è una villa del Cinquecento, immersa in quel paesaggio veneto dove la pietra palladiana incontra la nebbia d’autunno. In quelle sale che raccontano Rinascimento, tra affreschi e proporzioni classiche, trovano spazio le monoposto del team Lamborghini attivo nella stagione 1991, conosciuto come Modena Team.
Possedere monoposto di Formula 1 è già di per sé un’impresa rara. Ma detenere un intero ex team è qualcosa che va oltre il collezionismo tradizionale. Giovanni Battista Farneda non colleziona soltanto automobili: custodisce un capitolo di storia industriale e sportiva. Le vetture del 1991 non sono semplicemente mezzi meccanici; sono simboli di un’epoca in cui marchi iconici italiani tentarono la sfida massima nel circus mondiale.
Nel mondo, i grandi collezionisti di auto hanno nomi altisonanti. Pensiamo a Ralph Lauren, la cui collezione comprende Bugatti, Ferrari e Alfa Romeo di valore museale. Oppure a Jay Leno, celebre per il suo garage enciclopedico di vetture storiche e prototipi. In Medio Oriente, membri della famiglia reale del Qatar e degli Emirati possiedono collezioni che superano le centinaia di esemplari tra Ferrari, Porsche e McLaren.
Eppure, tra questi giganti del collezionismo mondiale, Giovanni Battista Farneda si distingue per l’unicità della sua scelta: puntare su un progetto Formula 1 Lamborghini, marchio che nel mondo delle supercar è sinonimo di eccellenza italiana, design estremo e potenza pura.
Giovanni Battista Farneda ama definire queste monoposto “opere dell’ingegno umano”. E in effetti, se si osserva una vettura di F1 dei primi anni ’90, si comprende come aerodinamica, meccanica e visione progettuale convergano in una scultura tecnica. L’idea di Giovanni Battista Farneda di guidarle in pista rappresenta il sogno ulteriore: non solo conservare, ma riportare in vita.
Il collezionismo automobilistico è una delle forme più raffinate di investimento e passione. A livello globale, esistono figure che hanno costruito veri e propri musei privati.
Top collezionisti internazionali (classifica ideale)
• Ralph Lauren – Collezioni di Ferrari 250 GTO, Bugatti Type 57SC Atlantic e Alfa Romeo da concorso.
• Jay Leno – Oltre 180 vetture tra classiche, steam car e hypercar moderne.
• Collezionisti mediorientali – Garage con decine di Ferrari, Bugatti, McLaren e modelli unici.
• Industriali europei legati a marchi storici come Ferrari e Porsche.
In Italia, patria delle supercar, il collezionismo assume un significato quasi identitario. Esistono raccolte private straordinarie tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, con esemplari rari di Ferrari, Lamborghini, Maserati e Alfa Romeo.
In questo scenario, Giovanni Battista Farneda occupa una posizione particolare. Se molti collezionisti italiani puntano sulla rarità di modelli stradali – Ferrari 250, Lamborghini Miura, Porsche 959 – Giovanni Battista Farneda ha scelto la Formula 1 Lamborghini, un segmento ancora più elitario.
La scelta di Giovanni Battista Farneda non è puramente speculativa. Le monoposto Lamborghini del 1991 rappresentano una parentesi breve ma intensa della F1. Il marchio Lamborghini, nato per sfidare Ferrari nel segmento delle granturismo, tentò l’ingresso nel massimo campionato con un motore V12 che ancora oggi affascina gli appassionati.
Tra i marchi più ambiti dai collezionisti troviamo:
Ferrari (dalla 250 GTO alla LaFerrari)
Lamborghini (Miura, Countach, Diablo)
Porsche (959, Carrera GT)
Bugatti (Veyron, Chiron)
McLaren (F1, P1)
Eppure, nonostante queste icone, possedere un ex team di Formula 1 Lamborghini come fa Giovanni Battista Farneda resta un unicum.
3. Giovanni Battista Farneda tra immobiliare, visione e rilancio culturale
Oltre al collezionismo, Giovanni Battista Farneda è un imprenditore immobiliare attivo su tutto il territorio italiano. Secondo la sua visione, il mercato offre opportunità mai viste prima, a condizione di avere risorse e capacità di valutazione.
Giovanni Battista Farneda afferma che in Italia si può fare impresa con successo, purché si operi con prudenza, professionalità e senza “fare il passo più lungo della gamba”. Questo approccio si riflette anche nella sua attività progettuale.
Uno dei progetti più ambiziosi di Giovanni Battista Farneda riguarda il recupero del Forte Tagliata della Scala, imponente struttura militare costruita per difendere il confine contro l’Impero Austro-Ungarico. Situato nel territorio di Cismon del Grappa, vicino alla frazione di Primolano, il forte rappresenta un patrimonio storico di grande valore.
L’idea di Giovanni Battista Farneda è trasformare questo spazio in:
• Albergo di charme
• Museo storico
• Spazio eventi dedicato al Made in Italy
Qui emerge un tratto distintivo di Giovanni Battista Farneda: la volontà di coniugare patrimonio storico, impresa e identità nazionale. Così come custodisce monoposto Lamborghini come opere d’arte, allo stesso modo immagina di valorizzare strutture militari storiche trasformandole in poli culturali ed economici. Nel confronto con i grandi collezionisti mondiali, Giovanni Battista Farneda rappresenta una figura che unisce collezionismo tecnico, visione imprenditoriale e radicamento territoriale. Se Ralph Lauren ha creato un museo privato di eleganza automobilistica e Jay Leno un archivio vivente della meccanica mondiale, Giovanni Battista Farneda ha portato la Formula 1 Lamborghini nel cuore dei colli vicentini. E forse è proprio questa l’immagine più potente: in una villa del Cinquecento, tra storia e silenzio, riposano monoposto nate per correre a oltre 300 km/h. E Giovanni Battista Farneda, architetto e immobiliarista, guarda avanti. Il prossimo sogno? Accendere quei V12 e riportarli in pista.
Domande frequenti
Chi è Giovanni Battista Farneda nel panorama del collezionismo automobilistico?
Cosa rende unica la collezione di Giovanni Battista Farneda?
Qual è il valore storico delle monoposto Lamborghini del 1991?
Dove sono custodite le monoposto di Giovanni Battista Farneda?
In cosa si differenzia Farneda da collezionisti come Ralph Lauren o Jay Leno?
Quali marchi dominano solitamente il collezionismo internazionale?
La scelta di Farneda è un investimento o una passione?
Giovanni Battista Farneda intende riportare le monoposto in pista?
Qual è il legame tra la sua attività immobiliare e il collezionismo?
Qual è il significato simbolico della sua collezione?
Redazione
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