Flaminio, esplode la protesta contro la nuova ciclabile di Via Guido Reni Ciclabile
Residenti e commercianti: “Prima sistemate quelle esistenti, non toglieteci i parcheggi”
Il malumore si è tradotto in un comitato spontaneo, SOS Guido Reni, che ha già raccolto oltre 1000 firme per chiedere al Comune di ripensare il progetto. “Il Flaminio è già congestionato da auto e turisti – spiega Ambra Nucera, portavoce del gruppo – in questa zona ci sono stadio, teatro, musei, mercati. Non siamo contro le piste ciclabili, ma serve un piano più adatto al territorio”.
A complicare la situazione, il cantiere non è mai realmente partito: solo transenne e spazi sottratti ai residenti. I commercianti denunciano ricadute pesanti: “Hanno eliminato anche le strisce bianche e non esiste un’area dedicata al carico e scarico merci – sottolinea Fabrizio D’Ambrosio, titolare di un negozio – è un danno per chi lavora qui”.
Secondo il comitato, esistono già due percorsi ciclabili che coprono la zona: uno lungo il Tevere fino a Ponte Milvio, l’altro su viale Tiziano che collega lo stesso Ponte Milvio con l’Auditorium. “Andrebbero semplicemente riqualificate e rese sicure – spiega Manuela Polito – prima di costruirne una nuova che rischia solo di penalizzare i residenti”.
La richiesta è chiara: aprire un tavolo di confronto con le istituzioni. “Se i lavori riprenderanno senza dialogo – avvertono i cittadini – non resteremo fermi. Siamo pronti a forme di protesta anche più dure pur di difendere il nostro quartiere”.
Domande frequenti
Dove si trova via Guido Reni?
Perché si parla di una nuova pista ciclabile?
Qual è il problema sollevato dai residenti?
Cosa sostengono i commercianti della zona?
Esistono già piste ciclabili nelle vicinanze?
È stato avviato realmente il cantiere?
Chi rappresenta la voce dei cittadini?
Quante firme sono state raccolte contro l’intervento?
I residenti sono contrari alla mobilità ciclabile in generale?
Cosa minacciano di fare se i lavori riprenderanno senza confronto?
Redazione
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