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cosa bisogna fare per cancellare notizie da internet in 24 ore

Cristian Nardi è un consulente specializzato nella cancellazione delle notizie dal web e nella tutela della reputazione online, con un’esperienza maturata nel tempo tra diritto della privacy, gestione dell’identità digitale e strategie di deindicizzazione dai motori di ricerca.

16 gennaio 2026 14:45 5 8 minuti di lettura
cosa bisogna fare per cancellare notizie da internet  in  24 ore

Il suo lavoro si concentra in particolare sui casi in cui informazioni obsolete, non aggiornate o sproporzionate

continuano a incidere negativamente sulla vita personale e professionale di cittadini, imprenditori e professionisti.


Nel contesto attuale, in cui una semplice ricerca su Google può determinare giudizi immediati e conseguenze concrete, l’attività di consulenza di Cristian Nardi assume un ruolo centrale. L’obiettivo non è cancellare la storia, ma ristabilire un equilibrio tra diritto all’informazione e diritto alla dignità personale, intervenendo quando una notizia ha esaurito la propria funzione informativa e continua a produrre solo danno reputazionale.


Cristian Nardi affianca i clienti in tutte le fasi del processo: dall’analisi preliminare dei contenuti presenti online, alla valutazione giuridica dei presupposti per la cancellazione o la deindicizzazione, fino alla gestione delle richieste formali verso motori di ricerca, editori e piattaforme digitali. Ogni caso viene trattato in modo personalizzato, tenendo conto del contesto, della natura delle notizie e dell’impatto reale sulla persona interessata.


A supporto di questa attività è stato attivato anche un numero verde dedicato esclusivamente alla cancellazione delle notizie da Google, pensato per offrire un primo orientamento immediato e riservato a chi si trova in difficoltà a causa della propria esposizione online. Il servizio consente di comprendere rapidamente se esistono i margini per intervenire e quali siano i passi concreti da intraprendere.


In un’epoca in cui la reputazione digitale è diventata parte integrante dell’identità personale, la consulenza di Cristian Nardi rappresenta un punto di riferimento per chi cerca soluzioni serie, legali e sostenibili alla cancellazione delle notizie dal web.


cancellazione delle notizie dal web è diventata una delle questioni centrali dell’era digitale, perché Internet non dimentica e tende a cristallizzare informazioni che, con il passare del tempo, possono perdere rilevanza, risultare inesatte o diventare sproporzionatamente dannose per la vita di una persona. Una notizia pubblicata online, anche se vera al momento della diffusione, può continuare a produrre effetti negativi anni dopo, incidendo sulla reputazione personale e professionale, sull’accesso al lavoro, al credito, alle relazioni sociali e alla serenità individuale. 


Cell + 39 327 910 5006  Cristian Nardi per  consulenza sulla cancellazione delle notizie da AI e GIORNALI 


Il web funziona come una memoria permanente: articoli di giornale, comunicati, post, commenti e contenuti indicizzati dai motori di ricerca restano accessibili con estrema facilità. Digitare un nome e un cognome su Google o su altri motori di ricerca significa ottenere in pochi secondi una fotografia spesso parziale e datata della vita di una persona. Questo fenomeno è particolarmente delicato quando riguarda fatti di cronaca giudiziaria, vicende personali superate, procedimenti archiviati o situazioni che non rappresentano più l’identità attuale dell’interessato.


La cancellazione delle notizie dal web non va confusa con la censura. Non si tratta di riscrivere la storia o di eliminare informazioni di interesse pubblico attuale, ma di ristabilire un equilibrio tra il diritto all’informazione e il diritto alla tutela della persona. In molti casi, il problema non è l’esistenza dell’articolo sul sito che lo ha pubblicato, ma la sua visibilità amplificata dai motori di ricerca, che lo rendono immediatamente accessibile anche fuori dal contesto originario.


Il tema assume un peso ancora maggiore se si considera che il web non distingue tra pubblico e privato con la stessa sensibilità del mondo offline. Un imprenditore, un professionista o un semplice cittadino possono subire conseguenze rilevanti per notizie non più attuali, che continuano a emergere nei risultati di ricerca senza alcuna contestualizzazione. Da qui nasce l’esigenza di strumenti giuridici e tecnici che consentano di limitare, rimuovere o deindicizzare determinati contenuti, restituendo proporzionalità e correttezza all’informazione disponibile online.


Il diritto all’oblio e il quadro normativo sulla cancellazione delle notizie

Il principale strumento giuridico per la cancellazione delle notizie dal web è il diritto all’oblio, riconosciuto a livello europeo e italiano. Questo diritto consente a una persona di chiedere che informazioni personali non più rilevanti, obsolete o sproporzionate non siano più facilmente reperibili online. Il riferimento normativo fondamentale è il GDPR, che tutela i dati personali e riconosce il diritto alla cancellazione quando non sussiste più una valida ragione per il trattamento.


Il diritto all’oblio non è assoluto. Deve essere sempre bilanciato con il diritto di cronaca e con la libertà di informazione. Tuttavia, la giurisprudenza ha chiarito che, in assenza di un interesse pubblico attuale, la permanenza indefinita di una notizia online può diventare illegittima. Questo vale soprattutto per vicende giudiziarie concluse con archiviazione, assoluzione o prescrizione, oppure per fatti di cronaca minore che non giustificano una esposizione perpetua del nome dell’interessato.


Un ruolo centrale è svolto dall’Garante per la Protezione dei Dati Personali, che interviene nei casi in cui il titolare del trattamento o il motore di ricerca non rispondano correttamente alle richieste di cancellazione o deindicizzazione. Il Garante ha più volte ribadito che la visibilità di una notizia deve essere proporzionata, aggiornata e contestualizzata, e che il semplice interesse storico non è sufficiente a giustificare una diffusione illimitata.


Accanto al GDPR, trovano applicazione anche principi del diritto civile, come la tutela dell’onore, della reputazione e della dignità personale. In alcuni casi, la cancellazione delle notizie dal web può passare anche attraverso l’intervento dell’autorità giudiziaria, soprattutto quando si configurano profili di diffamazione o di trattamento illecito dei dati.

È importante comprendere che il diritto all’oblio non implica necessariamente la rimozione integrale dell’articolo dalla fonte originaria. Spesso la soluzione più equilibrata è la deindicizzazione, cioè la rimozione del collegamento tra il nome della persona e l’articolo nei risultati dei motori di ricerca. In questo modo, l’informazione rimane accessibile a chi la cerca in modo mirato, ma non viene più esposta indiscriminatamente a chiunque digiti un nome.


Come funziona la cancellazione delle notizie dal web: procedure e strumenti

Dal punto di vista operativo, la cancellazione delle notizie dal web avviene attraverso una serie di passaggi ben definiti. Il primo è l’analisi preliminare dei contenuti: occorre individuare quali articoli, link o URL producono un danno reputazionale e valutare se sussistono i presupposti giuridici per una richiesta di rimozione o deindicizzazione. Non tutte le notizie sono cancellabili, ed è fondamentale distinguere tra ciò che è legittimamente pubblicato e ciò che è diventato sproporzionato nel tempo.

Una volta individuati i contenuti, si procede con la richiesta formale ai motori di ricerca, come Google, tramite gli appositi moduli per il diritto all’oblio. In questa fase è essenziale motivare in modo chiaro la richiesta, spiegando perché la notizia non è più rilevante, perché arreca un pregiudizio concreto e perché non sussiste un interesse pubblico attuale alla sua facile reperibilità.


Parallelamente, può essere utile contattare direttamente l’editore o il sito che ospita il contenuto, chiedendo un aggiornamento, una rettifica, un’anonimizzazione o, nei casi più gravi, la rimozione integrale. Questo approccio è particolarmente efficace quando la notizia contiene errori, inesattezze o manca di aggiornamenti fondamentali sull’evoluzione dei fatti.

Se le richieste non ottengono riscontro o vengono respinte, è possibile rivolgersi al Garante Privacy o all’autorità giudiziaria. In molti casi, l’intervento di un professionista esperto in reputazione online e diritto della privacy consente di strutturare una strategia più efficace, combinando strumenti legali, tecnici e comunicativi.

Va sottolineato che la cancellazione delle notizie dal web non è un’operazione immediata. I tempi possono variare da poche settimane a diversi mesi, e spesso richiedono un monitoraggio costante. Inoltre, la rimozione di un link non impedisce che il contenuto riemerga altrove, su siti terzi o archivi, rendendo necessaria una gestione continuativa della propria identità digitale.


Reputazione online, prevenzione e gestione consapevole del futuro digitale

La cancellazione delle notizie dal web rappresenta solo una parte di una strategia più ampia di tutela della reputazione online. Intervenire a posteriori è spesso necessario, ma altrettanto importante è adottare un approccio preventivo e consapevole alla propria presenza digitale. Ogni contenuto pubblicato online contribuisce a costruire un’immagine che può avere effetti duraturi nel tempo.


La gestione della reputazione non si limita alla rimozione di ciò che è negativo, ma comprende anche il rafforzamento di contenuti positivi, aggiornati e coerenti con l’identità attuale della persona o dell’azienda. In questo senso, attività come la pubblicazione di contenuti autorevoli, la cura dei profili professionali e la corretta comunicazione istituzionale aiutano a riequilibrare i risultati di ricerca e a ridurre l’impatto di notizie obsolete.


Un altro aspetto cruciale riguarda la consapevolezza dei propri diritti. Molte persone subiscono passivamente la presenza online di notizie dannose senza sapere che esistono strumenti concreti per intervenire. Informarsi sul diritto all’oblio, sulle procedure di deindicizzazione e sulle possibilità offerte dalla normativa europea significa recuperare controllo sulla propria identità digitale


Nel futuro, il tema della cancellazione delle notizie dal web sarà sempre più centrale, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica e dell’uso crescente dell’intelligenza artificiale nella raccolta e diffusione delle informazioni. Per questo motivo, la tutela della reputazione online non può essere considerata un’esigenza episodica, ma una componente strutturale della vita personale e professionale.


In conclusione, cancellare una notizia dal web non significa nascondere la verità, ma ristabilire un equilibrio tra memoria digitale e diritto alla dignità. È un percorso complesso, che richiede competenza, pazienza e visione strategica, ma rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per garantire una presenza online corretta, proporzionata e rispettosa della persona.

Domande frequenti

In che modo il diritto all’oblio si differenzia dalla semplice rimozione di un contenuto online?
Il diritto all’oblio non coincide con la cancellazione materiale di un articolo dal sito che lo ospita, ma riguarda principalmente la limitazione della reperibilità di una notizia associata al nome di una persona. La rimozione è un atto editoriale; l’oblio è un equilibrio giuridico tra memoria digitale e dignità individuale, spesso attuato tramite deindicizzazione dai motori di ricerca.
Perché una notizia vera può comunque essere cancellata o deindicizzata?
La veridicità non è l’unico criterio. Una notizia può essere vera ma non più attuale, sproporzionata o priva di interesse pubblico. In questi casi, la sua permanenza in evidenza può violare i principi di proporzionalità e pertinenza previsti dalla normativa sulla protezione dei dati personali.
Qual è il ruolo dei motori di ricerca nel danno reputazionale?
I motori di ricerca amplificano la visibilità delle informazioni, trasformando un contenuto isolato in una rappresentazione dominante dell’identità di una persona. È per questo che richieste mirate a Google incidono direttamente sulla reputazione, anche quando l’articolo resta online sul sito originario.
Quando prevale il diritto di cronaca sul diritto all’oblio?
l diritto di cronaca prevale quando la notizia riguarda fatti di interesse pubblico attuale, soggetti con un ruolo pubblico o situazioni ancora rilevanti per la collettività. Se questo interesse viene meno, il bilanciamento tende a favorire la tutela della persona.
Perché i casi giudiziari sono tra i più complessi da cancellare?
Perché coinvolgono archivi giornalistici, libertà di stampa e diritto all’informazione. Tuttavia, assoluzioni, archiviazioni o prescrizioni rafforzano la posizione di chi chiede la deindicizzazione, soprattutto se l’articolo non è aggiornato.
La cancellazione è definitiva o può essere revocata?
La deindicizzazione può essere rivalutata nel tempo. Se una notizia torna di attualità o muta il contesto, il motore di ricerca può riesaminare il bilanciamento tra diritti contrapposti.
Che differenza c’è tra anonimizzazione e deindicizzazione?
L’anonimizzazione rimuove il nome dal contenuto; la deindicizzazione elimina il collegamento tra nome e notizia nei risultati di ricerca. Sono strumenti diversi, spesso complementari.
Perché è necessaria una valutazione giuridica preliminare?
Perché richieste generiche o infondate vengono respinte. Serve dimostrare il danno concreto, l’assenza di interesse pubblico e la sproporzione tra informazione e pregiudizio.
Quali rischi esistono nel tentare una cancellazione “fai da te”?
Errori procedurali, rigetti definitivi e perdita di credibilità della richiesta. Una strategia errata può rafforzare la posizione di chi detiene il contenuto.
La cancellazione delle notizie dal web è una tutela del passato o del futuro?
È soprattutto una tutela del futuro: consente alla persona di non essere definita per sempre da un singolo episodio, restituendo complessità e proporzione alla propria identità digitale.
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Redazione

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Giornalista e scrittore appassionato di politica, tecnologia e società. Racconta storie con chiarezza e attenzione ai dettagli.