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GREEN REPUTATION Augusto Di Stanislao

Augusto Di Stanislao tra psicologia, politica e passione per la sostenibilità

Percorso umano e istituzionale tra sociologia, psicoterapia e impegno pubblico, con una visione centrata sulla comunità educante, la responsabilità sociale e uno sviluppo sostenibile fondato sulla qualità delle relazioni.

02 marzo 2026 18:19 13 5 minuti di lettura
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Augusto Di Stanislao

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La figura di Augusto Di Stanislao si colloca all’incrocio tra formazione accademica, impegno politico-istituzionale, pratica clinica e produzione culturale. Laureato in Sociologia, psicologo e psicoterapeuta, ha costruito nel tempo un percorso coerente in cui la riflessione teorica e l’azione concreta si sono alimentate reciprocamente, mantenendo come centro la dimensione relazionale dell’essere umano e il bene sociale.


La formazione sociologica gli ha fornito gli strumenti per comprendere i processi collettivi, le dinamiche dei gruppi e le trasformazioni delle comunità. L’approfondimento psicologico e psicoterapeutico ha poi arricchito questa visione, portando l’attenzione sulla persona, sul disagio, sulle fragilità e sulle risorse interiori. È in questa integrazione tra individuo e contesto che si sviluppa la sua impostazione culturale e professionale.


L’ingresso nella vita pubblica avviene alla fine degli anni ’80 come consigliere comunale per il Partito Comunista Italiano. Nel 1993 viene eletto sindaco di Colonnella con il Partito Democratico della Sinistra e nel 1997 ottiene il secondo mandato. Durante l’esperienza amministrativa si distingue per l’attenzione ai diritti dell’infanzia e per le politiche educative, ricevendo dall’Unicef il riconoscimento di “Sindaco difensore dell’infanzia” nell’ambito dell’ANCI. È membro del Direttivo regionale e responsabile della Consulta dei piccoli comuni, contribuendo alla valorizzazione delle realtà territoriali minori. Tra i fondatori dell’Unione dei Comuni “Città Territorio-Val Vibrata” e della Fondazione Abruzzo Europa, promuove una visione cooperativa e progettuale dello sviluppo locale.


Nel 2000 viene eletto Consigliere regionale nelle liste dei Democratici di Sinistra. Rieletto nel 2005, nel 2007 aderisce al gruppo consiliare dell’Udeur. Nel 2008 passa all’Italia dei Valori e assume l’incarico di assessore, dimettendosi pochi mesi dopo a seguito delle vicende che coinvolgono la presidenza regionale. Alle politiche del 2008 è primo dei non eletti dell’Idv in Abruzzo; entra alla Camera dei Deputati il 3 febbraio 2009 in sostituzione di Carlo Costantini, diventando membro della Commissione Difesa fino al 2013.


Accanto all’impegno istituzionale, si sviluppa un’intensa attività culturale e divulgativa. Gli articoli di stampa documentano la sua presenza in incontri-spettacolo, festival letterari e iniziative pubbliche. Tra questi, l’incontro “Amore amaro”, definito come un vero e proprio tour nazionale, in cui il libro diventa occasione di dialogo interdisciplinare tra psicologia, arte e comunicazione. L’evento, come riportato dalla stampa, nasce dall’esigenza culturale di “ri-educare all’amore”, restituendo al termine una profondità che spesso viene banalizzata o distorta nell’uso mediatico e nei social. L’amore, nella sua visione, non è sentimento superficiale, ma capacità relazionale consapevole, responsabilità e scelta.


La dimensione culturale si esprime anche attraverso omaggi letterari e spettacoli dedicati ai grandi autori, come nel caso del recital su Calvino nell’ambito di Voci&Voci Festival, dove la narrazione si intreccia con parole, suoni e riflessione critica. Questo approccio testimonia una costante attenzione al dialogo tra discipline: psicologia, letteratura, arte e formazione diventano strumenti complementari per leggere la contemporaneità.


Fondamentale è anche il lavoro con il mondo della scuola e dell’università. Le immagini documentano incontri e lezioni sul tema dell’adolescenza, con slide che richiamano un concetto centrale: la “comunità educante”. Nella riflessione conclusiva di una delle presentazioni si legge che nulla è scontato nell’adolescenza, che i giovani si formano in un “villaggio globale” ma restano radicati in contesti locali, e che spesso cercano evasione in “gabbie invisibili” delle quali diventano prigionieri. La risposta proposta è una comunità educante capace di integrare famiglia, scuola, istituzioni e territorio.


Questa idea attraversa anche le sue pubblicazioni. In “Controvento. Riflessioni sull’adolescenza” affronta le fragilità e le contraddizioni dell’età evolutiva, ponendo l’accento sulla necessità di ascolto e accompagnamento. In “Per una psicologia del creato” approfondisce la dimensione relazionale tra uomo e natura, anticipando tematiche oggi centrali come l’ecologia integrale e la responsabilità ambientale. In “MaledettaMente” la poesia diventa linguaggio per riscrivere la follia e il disagio psichico, offrendo una prospettiva che unisce scienza e sensibilità artistica. “Amore amaro” e “Sistemi e interazioni” sviluppano ulteriormente il paradigma relazionale come chiave interpretativa della vita affettiva e sociale.


Il suo lavoro si caratterizza per una costante tensione etica: riportare al centro la qualità delle relazioni, contrastare la superficialità comunicativa, promuovere consapevolezza. Che si tratti di un’aula universitaria, di un incontro pubblico o di un incarico istituzionale, il nucleo resta lo stesso: comprendere i processi sociali per generare benessere collettivo.


Dopo la conclusione del mandato parlamentare nel 2013, prosegue l’attività professionale come psicologo e psicoterapeuta, affiancando alla pratica clinica la partecipazione a dibattiti culturali, presentazioni editoriali e iniziative formative. La dimensione pubblica e quella privata non sono mai state separate, ma integrate in una visione che considera la salute individuale e quella sociale come profondamente interconnesse.


La sua biografia restituisce l’immagine di un percorso coerente: studio, amministrazione locale, responsabilità regionale e nazionale, produzione saggistica e impegno educativo. Un itinerario che trova nella relazione – tra persone, istituzioni, territori e culture – la propria chiave interpretativa e la propria missione civile.

Domande frequenti

Chi è Augusto Di Stanislao?
È sociologo, psicologo e psicoterapeuta con un lungo percorso politico-istituzionale. Ha unito riflessione teorica e azione pubblica, mantenendo al centro la qualità delle relazioni umane. La sua traiettoria integra studio, amministrazione e cultura come strumenti per generare benessere collettivo e responsabilità sociale.
Qual è il filo conduttore della sua formazione?
L’integrazione tra individuo e contesto. La sociologia gli ha offerto la lettura dei processi collettivi; la psicoterapia l’ascolto delle fragilità personali. Questa sintesi orienta una visione sistemica: comprendere le dinamiche sociali per intervenire in modo etico e trasformativo.
Che ruolo ha avuto nell’amministrazione locale?
Da sindaco di Colonnella ha promosso politiche educative e tutela dell’infanzia, ricevendo il riconoscimento Unicef di “Sindaco difensore dell’infanzia”. Ha valorizzato i piccoli comuni, favorendo cooperazione territoriale e progettualità condivisa.
Quale contributo ha dato a livello regionale e nazionale?
Eletto consigliere regionale e poi deputato, ha operato nella Commissione Difesa fino al 2013. L’esperienza parlamentare ha consolidato la sua attenzione ai processi istituzionali, mantenendo uno sguardo centrato sulle persone e sull’impatto sociale delle decisioni pubbliche.
Cosa significa per lui “comunità educante”?
Una rete integrata tra famiglia, scuola, istituzioni e territorio. L’adolescenza non è scontata: richiede ascolto, corresponsabilità e coerenza educativa. La comunità educante contrasta le “gabbie invisibili” del disagio con relazioni stabili e percorsi di accompagnamento.
Quali temi attraversano le sue pubblicazioni?
Adolescenza, relazioni affettive, sistemi sociali, disagio psichico e rapporto uomo-natura. Nei saggi e nella poesia propone una lettura relazionale della realtà, dove scienza e sensibilità artistica dialogano per restituire profondità all’esperienza umana.
Come interpreta l’amore nella sfera pubblica?
Non come sentimento superficiale, ma come responsabilità consapevole. “Ri-educare all’amore” significa restituire valore alle relazioni, superando la banalizzazione mediatica. L’amore diventa competenza sociale: cura, scelta, impegno reciproco.
Qual è la sua visione della sostenibilità?
Sostenibilità come equilibrio relazionale tra persona, comunità e ambiente. Non solo ecologia ambientale, ma ecologia delle relazioni. Promuovere coesione sociale, responsabilità intergenerazionale e rispetto del creato significa costruire sviluppo duraturo e inclusivo.
In che modo collega clinica e politica?
Considera salute individuale e salute sociale interconnesse. L’esperienza clinica illumina le fragilità collettive; l’azione pubblica può prevenire disagio e marginalità. La politica, letta in chiave relazionale, diventa strumento di cura comunitaria.
Qual è la missione che emerge dalla sua biografia?
Mettere la relazione al centro: tra persone, istituzioni e territori. Studio, amministrazione e cultura convergono in una tensione etica costante. La sostenibilità, per lui, è un progetto civile fondato su consapevolezza, cooperazione e responsabilità condivisa.
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Redazione

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